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Radiohead
| Biografia |
Inizialmente il gruppo si chiama On A Freeday, in onore al giorno in cui si riuniscono per provare. Jonny, fratello minore di Colin, si unirà al gruppo solo in un secondo momento.
La band si scioglie momentaneamente causa dei diversi impegni universitari dei singoli elementi. Così Thom si dedica agli studi umanistici, Ed a scienze politiche e Phil e Colin a Lettere.
Finito il corso di studi, la band ritorna a suonare regolarmente negli ambienti di Oxford. Ed ricopre il ruolo di manager, e comincia a spedire inviti a diversi produttori discografici, affinché vadano alle loro esibizioni dal vivo.
Colin, che a quel tempo lavorava in un negozio di dischi, consegna una cassetta demo ad un fornitore della EMI, il quale rimane colpito dalla loro "intelligenza" e comincia a farli suonare in giro.
all'epoca il quintetto proponeva dal vivo Prove yourself, Thinking about you e I can't (pubblicate poi in Pablo Honey).
In breve tempo la band ottiene un contratto con la EMI.
Ebbero comunque molte critiche.
"...Erano orribili da vedersi, poi musicalmente non avevano ancora uno stile ben definito...".
Come prima cosa il gruppo cambiò nome, che divenne RADIOHEAD, che è il titolo di una canzone dei Talking Heads incisa nell'album True Stories.
Pubblicarono un Ep Drill, che però non da la risposta desiderata da parte del pubblico. I nuovi produttori pensano che la band sia priva di esperienze, e che continua a presentarsi con "il biglietto da visita sbagliato".
Poi, un giorno si lanciano in sala prove con questa canzone, che avevano appena finito di comporre. La canzone è Creep, generalmente considerata l'inno degli alienati.
Sembra che non tutti gli elementi del gruppo siano d'accordo su questa canzone, e dal modo in cui Jonny suona la chitarra in questo pezzo, sembra un tentativo da parte sua per rovinare una canzone che non gli piace. Le critiche non si placano. Nel numero di Natale la rivista NME, definisce Thom E. York Mostro dell'anno, e la band come "dei patetici cagasotto".
Nel frattempo, un'emittente radio di san Francisco, definisce Creep singolo dell'anno e arriva alla posizione 34 negli USA e dopo un anno preciso dalla pubblicazione, arriva alla posizione numero 7 nella classifica UK.
Il loro primo vero Lp Pablo Honey, viene pubblicato nel 1993. Qualcuno li paragona agli U2, altri ai Sex Pistols e nel frattempo il pubblico si divide. Ad alcuni non piace la relativa calma del disco specie dopo il grande successo di Creep.
Nel '94 esce l'Ep, My iron lung, che anticipa l'uscita di The bends del '95.
La band incontra diverse difficoltà creative, che risolvono andando in giro in tour in Australia e nell'estremo Oriente. The bends è un Lp che praticamente "nasce" da queste tournée, è un disco che esprime il concetto "non viviamo qui e non abbiamo radici".
I singoli di maggior successo sono High and dry e Fake plastic trees, e finalmente la band esce fuori dalla caratterizzazione stilistica affibiatagli con Creep.
La popolarità è consolidata. I R.E.M. li richiedono nei loro tour europei ed americani del '95, diversi gruppi suonano le loro cover (Tears for Fears con Creep e Alanis Morrisette con fake plastic Trees e chiede ai radiohead di aprire il tour '95-'96 per lei).
La band ritorna in studio dopo la tournée di The bends, per lavorare al nuovo album. Il terzo. Il titolo provvisorio dell'album. One and Zeros, viene poi cambiato in Ok computer.
Il primo singolo del nuovo album è Paranoid android, che esce nel maggio del '97 e si piazza direttamente al terzo posto delle classifiche inglesi. Il mese successivo esce Ok computer che debutta direttamente al primo posto delle classifiche.
Le recensioni americane di Ok computer sono esaltanti. "Questo album è la prova che i radiohead è una band che è pronta a guardare il diavolo negli occhi" (Rolling Stones). Il Los Angeles Times, include l'album tra i migliori 10 pubblicati nell'anno 1997.
Il successo è ormai arrivato. I radiohead partono per una nuova tournée, con l'intenzione di ampliare il loro pubblico e non solo quello americano.
Passano tre anni dall'uscita di Ok computer, un album importante indubbiamente per i radiohead e per tutta la musica.
I radiohead sono riusciti a portare una ventata di novità nel panorama della musica mondiale che stava rischiando di ripetersi per poi fossilizzarsi.
Siamo arrivati all'anno 2000. Alcune voci sul nuovo lavoro dei radiohead dicono che in questo album c'è la collaborazione di un'orchestrina jazz composta da otto elementi,e che addirittura il disco contenga una traccia jazz. Altre voci dicono che nel loro sito ufficiale (radiohead.com), Thom e gli altri, scrivono una sorta di diario segreto "on line" dove mettono al corrente i loro fan sui lavori in corso.
Finalmente in autunno, dopo una tournée di presentazione che tocca anche l'Italia (vedi Monza e Firenze), esce KID A, il nuovo ed attesissimo album.
Con l'uscita di kid a, i radiohead ritornano dinuovo bersagli di critiche. Scrive una rivista: "Ascoltare Kid A equivale a partorire un pallone da basket, è dolorosissimo". Effettivamente Kid A non è un album "semplice" ne da ascoltare, ne tanto meno da capire subito. Deve entrare dentro lentamente. Bisogna ascoltarlo più volte per apprezzarlo veramente al meglio in tutta la sua melodia, si pensi solo che la voce di Thom E York, dall'inizio del disco, la si può sentire solo dalla quarta traccia (how to disappear completely) in poi chiara e distinta. Nelle tracce precedenti a questa, viene mascherata e campionata.
Con kid a, i radiohead hanno voluto fare una sorta di viaggio d'introspezione. Kid A è un disco che nasce dal caos. Inizialmente esistevano circa duecento minuti di musica registrata dai radiohead, ma neanche una traccia effettivamente finita. Poi, lentamente dal caos, nasce l'ordine (everything in its right place). Con questa ottica i radiohead hanno pubblicato kid a . Infatti, si noti, come il disco prende una forma sempre più definita con lo scorrere dei minuti tra una canzone e l'altra. E' come se si barcollasse nel buio senza avere una direzione ben precisa, direzione che poi si trova dopo, nelle tracce seguenti alle prime.
I radiohead ripartono dinuovo in tournée. Una curiosità. Questa volta la band gira il mondo e si esibisce sotto a dei grossi tendoni azzurri, perché non vuole sponsor per il tour. Inoltre di Kid A, non ci sono video-clip (a parte quello di idioteque). Per le altre tracce ci sono i BLIPS, dei mini filmati di 30 secondi ognuno che hanno frequentato la rete.
Dopo circa un anno dall'uscita di Kid A, i radiohead fanno uscire AMNESIAC. Questo è un disco che la band aveva già pronto, solo che prima di farlo uscire nei negozi, ha voluto che i loro fan, assimilassero bene prima Kid A. Infatti, ascoltando amnesiac, dopo aver ascoltato diverse volte kid a, si ha una sensazione "diversa" a primo ascolto da quella che si è avuta con kid a. E' comunque anche vero che con amnesiac, si ritorna un pò a the bends, nel senso che ci sono chitarre elettriche, che in kid a sono state sostituite da campionamenti. Si trovano anche due tracce jazz (pyramid song e life in a glasshouse).
Il disco viene anticipato dal singolo PYRAMID SONG, che inizialmente doveva chiamarsi EGYPTIAN SONG. Sommariamente, a differenza di kid a, amnesiac non ha suscitato molte critiche negative. A quanto pare è piaciuto.
E' il 9 Giugno 2003, in tutti i negozi europei (in USA vede la luce con un giorno di ritardo, mentre in Italia si anticipa al 7 di giugno) esce il sesto lavoro dei Radiohead: Hail to the thief.
Da sottolineare l'uscita "prematura" del dico su internet contro la volontà della band. Questo spiacevole evento infatti, ha fatto si che la band ritornasse di nuovo in studio per definire e rimissare l'ultimo lavoro, in modo tale da distinguersi dalla copia pirata che gira in internet.
Il primo singolo è There there uscito il 26 Maggio, si piazza subito al quinto posto delle classifiche.
Complessivamente l'album non è brutto. Qualcuno ha parlato di un Ok computer 2, ma sinceramente (almeno secondo il mio avviso), Ok computer è intoccabile ed irraggiungibile. Che sia curato nei minimi particolari, questo si. E' molto impegnato come lavoro, e sembra che i Radiohead ci stiano portando verso un nuovo universo musicale, quello del Dark rock. |
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