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Opm
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Opm, una babele sonora in bianco e nero
La facilità con cui i tre giovani californiani coniugano il rock e il metal con reggae e hip hop ricorda i primi Beastie Boys, ma la loro musica gioca anche con facili melodie che farebbero la felicità di qualsiasi boyband. Abbiamo parlato con Casper, registrandone l'entusiamo.
di Gianluca Polverari (ha collaborato Anna Luches)
Gli Opm sono tre simpatici ragazzi californiani i cui volti dovrebbero presto diventare familiari. La musica del loro primo album, Menace To Sobriety, gioca con facili ritornelli che entrano subito in testa, una leggerezza musicale che potrebbe giustificare un paragone con le più note boyband. Ma la facilità di Matthew (aka Shakey Lo the Kreation Kid), John E. Necro e Casper (Geoff Turney) nell'incrociare linguaggi sonori figli delle culture nera e bianca ricorda molto da vicino i Beastie Boys degli esordi, senza averne ereditato le asprezze. Gli Opm si presentano con un look duro ed alternativo e un sound che ama coniugare rock e metal con reggae e hip hop, il manifesto, visivo e sonoro, di quanto essi desiderino discostarsi dai patinati idoli giovanili. Del loro esordio discografico e del seguente tour, che ha toccato anche il nostro paese, ne abbiamo parlato con Casper, un musicista entusiasta delle novità positive che stanno avvenendo attualmente alla sua band.
Siete tre artisti con esperienze di vita ben diverse tra loro ma che trovano un punto in comune nell'amore per l'arte e il forte desiderio di esprimersi. Come è avvenuto il vostro incontro?
Matthew è mio cognato, ovvero il marito di mia sorella, e ho conosciuto John a Los Angeles, durante un viaggio verso Las Vegas.
La vostra musica è vivace e solare, una formula che trae ispirazione dal pop, dal reggae e dall'hip hop. Leggendo la vostra biografia però non sembrano questi gli unici generi che ascoltate e apprezzate...
In effetti ascoltiamo un po? di tutto, dall'hip hop di Dr Dre al rock'n?roll,, al puro rock tipo Beatles e David Bowie, fino addirittura all'heavy metal. Nell'album la formula è questa: facciamo della batteria un uso tipicamente rock, scandiamo il tempo alla maniera reggae e osserviamo il tutto da un punto di vista punk. Liricamente parlando, poi, trattiamo i più svariati argomenti.
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