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Manic Street Preachers
| Biografia |
Figli di quel pop britannico anni 80 che ha contraddistinto i suoni della loro carriera costellata di successi, i Manic Street Preachers tornano a proporci le loro melodie adagiate sui ritmi di chitarra riverberata che solo loro sanno creare. Già il brano "1985" dovrebbe essere il campanello d'allarme che fa capire l'orientamento dei suoni di questo disco, ed infatti il brano seguente dal titolo "The love of Richard Nixon", con i suoi effetti campionati, il sintetizzatore e la batteria serrata, tolgono ogni dubbio sulle influenze new wave. La cura nelle melodie è attenta come sempre e la magia sale sulle note di "Empty Souls" e sulla malinconia di "A song for departure".
Il pianoforte di "I live to fall asleep" e la melodia saltellante che vi danza sopra, creano uno dei momenti più belli dell'intero disco, dimostrando che le buone idee dei MSP non si sono esaurite neanche dopo svariati anni di attività. Accattivanti sono anche i ritmi pseudo-bossanova di "Emily", così come i riff di chitarra rock in stile U2 di "Glasnost". "Always never" porta con sé quel bagaglio culturale che il Bowie degli anni 80 ha saputo creare e "Cardiff Afterlife" gioca con un sapore folk sottolineato dall'armonica a bocca.
"Lifeblood" è un disco che festeggia in grande stile il ritorno di questa band britannica, accontentando i palati più ricercati ed anche chi non è ancora stanco di assaporare gli elementi del revival new wave, il tutto tenuto insieme da un potente collante chiamato melodia. |
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