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Warren Beatty
| Biografia |
ero nome Henry Warren Beatty. Sguardo magnetico, sorriso ironico, fisico atletico. Un vero sex symbol negli Anni Settanta. Il pubblico, infatti, tende a collegarlo all'indimenticabile performance del 1978, Il Paradiso può attendere, film da lui interpretato, diretto e scritto con Elaine May. Un'opera davvero riuscita, che gli vale quattro candidature all'Oscar. Ma la sua carriera è molto più ricca e varia.
Fratello minore dell'attrice Shrley McLaine, lascia ben presto gli studi universitari, è iscritto alla Northwestern University, per il cinema, il teatro e la televisione. Elia Kazan crede in lui e lo fa debuttare sul grande schermo in Splendore nell'erba 1961, a fianco di Nathalie Wood: è Bud, un ragazzo dall'infanzia infelice e dalle mille incertezze, un po' come lo sono stati sia il cineasta che lo stesso Beatty.
Dopo quell'esperienza lo ritroviamo, gigolò italiano, a fianco di una incredibile Vivien Leigh in La Primavera romana della Signora Stone. La critica vede in lui la stessa aura di solitudine e di sottile tormento, che potrebbero farne l'erede di Marlon Brando e James Dean. Tra le sue iniziali interpretazioni eccolo, scapolo d'oro, nella divertente commedia di Arthur Hiller del 1966 Spogliarello per una vedova.
Nel 1967, con Gangster Story diventa una star: ottiene due Nomination all'Oscar, come produttore e Miglior Attore. A fianco di Fay Dunaway, traccia il profilo di un assassino psicopatico di grande intensità. Un ruolo che, probabilmente, serve allo stesso Beatty per prendere coscienza delle proprie qualità interpretative: di raro eclettismo.
Lo troviamo poi a fianco della diva dagli occhi viola Elizabeth Taylor, diretto da George Stevens in L'unico gioco in città, 1970. La sua migliore interpretazione è forse nel film I compari, dell'anno successivo, diretto da Robert Altman. Eccolo enigmatico e misterioso in Perché un assassino 1974, diretto da Alan J. Pakula, appassionato e tenace cineasta in Reds, 1981, dedicato alla figura del giornalista rivoluzionario John Reed, con il quale vince l'Oscar per la migliore direzione.
Ironico e divertito, lo ritroviamo in Dick Tracy del 1990, celebre detective dei fumetti questa volta in carne ed ossa e Bugsy, 1991, il ritratto del gangster hollywoodiano Bugsy Siegel, che gli fa aggiudicare altre due Nomination all'Oscar.
Sposato con l'attrice Annette Bening, ha due figli.
Tra le sue ultime interpretazioni, quelle di un Governatore-rapper in corsa per la Casa Bianca in Bulworth, per la quale si aggiudica la Nomination ai Golden Globe.
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