Fino a qualche anno, si riteneva che l’estetica della fotografia istantanea americana nascesse con Robert Frank negli anni 50 e sviluppandosi con Lee Friedlander, Diane Arbus e Garry Winogrand. Tuttavia, è divenuto ormai evidente che William Klein si posiziona come il più esperto e completo innovatore di questa forma d’arte.
Klein, cresciuto a New York, al momento del congedo dall’esercito dopo due anni di stanza in Germania e in Francia si stabilì a Parigi dove iniziò a dipingere. Dopo una breve esperienza con Fernand Leger, Klein si spostò in Italia,dove ha dipinto alcuni murali astratti.
Come artista della fotografia, si propose di re-inventare il documento fotografico. Nel 1954, applicò i suoi esperimenti alla sua nativa New York: un contesto familiare, eppure – dopo 6 ani di vita a Paris – stranamente estraneo. Il risultato fu Life is Good and Good for you in New York: Trance Witness Revels, volume uscito nel 1956 (ripubblicato nel 1995), una coraggiosa rappresentazione della vita di strada a New York e della sua popolazione, così diversa da quanto la fotografia americana avesse prodotto fino ad allora che nessun editore statunitense osò realizzarlo e il libro fu pubblicato in Europa,
per essere assai poco conosciuto negli USA, a parte, paradossalmente, da quasi tutti i fotografi.
The Americans, il libro di Frank del 1958, con la sua composta rappresentazione in bianco e nero della desolazione americana, nasce da una sensibilità poetica, elegiaca, essenzialmente europea. Le immagini dirette e sfacciate di Klein pubblicate due anni prima, anticipavo l’opera di Frank pur fondandosi su di un’estetica assai più aggressiva. Usando pellicole ad alto contrasto e grana non definita, grandangolo e inquadrature dissacranti, Klein coniugava imprevisto e astrazione. Curò egli stesso la grafica editoriale del suo volume: metà Dada, metà incubo, spesso sgradevole, sempre innovativo.
Come lo stesso Klein commenta, 'Mi sono comportato come un etnografo, trattando i newyorkesi come la spedizione di un museo avrebbe trattato gli Zulu – alla ricerca della più immediata delle documentazioni immediate, dello scatto più naturale, del livello zero della fotografia'.
Life is Good and Good for You in New York contiene anche didascalie che esprimono una vena poetica di consapevolezza narrativa da poeta beat: per descrivere lo scatto di un palazzo di uffici a Manhattan, Klein scriveva 'Grattacielo sull’isola. Assoluto disordine del paesaggio, così tipico, l’adoro!Grande e generoso, nulla di sacro, nulla di risparmiato, tutto procede... Qui si capisce che non solo New York è America ma che è Tutta l’America… la prima Città di Frontiera,l’originale, l’Eterna Città del Boom, più selvaggia del Selvaggio West, più texana del Texas.'
Seguirono libri fotografici su Roma, Mosca e Tokyo, ciascuno con un approccio differente ma sempre spingendo al massimo il limite di ciò che al fotografia poteva rivelare.
Se la natura di Klein era Dada, la sua fascinazione per la tipografia, la spazzatura urbana e l’assurdo preannuncia il Pop. Se avesse avuto una controparte creativa sarebbe stata Man Ray. E come Man Ray, Klein fotografava la moda con innovazioni senza fine, rivoluzionando il sistema e con un’influenza evidente anche oggi.
Dal 1955 al 1965 Klein lavorò per Vogue, potendo così finanziare altri suoi progetti – libri e film. Dal 1965 ai primi anni 80, ha abbandonato la fotografia per concentrarsi sulla regia cinematografica – così destabilizzante come la sua fotografia. L’opera cinematografica include Broadway By Light (probabilmente il primo Pop Film), i classici offbeat Who are yo
39;Grattacielo sull’isola. Assoluto disordine del paesaggio, così tipico, l’adoro!Grande e generoso, nulla di sacro, nulla di risparmiato, tutto procede... Qui si capisce che non solo New York è America ma che è Tutta l’America… la prima Città di Frontiera,l’originale, l’Eterna Città del Boom, più selvaggia del Selvaggio West, più texana del Texas.'
Seguirono libri fotografici su Roma, Mosca e Tokyo, ciascuno con un approccio differente ma sempre spingendo al massimo il limite di ciò che al fotografia poteva rivelare.
Se la natura di Klein era Dada, la sua fascinazione per la tipografia, la spazzatura urbana e l’assurdo preannuncia il Pop. Se avesse avuto una controparte creativa sarebbe stata Man Ray. E come Man Ray, Klein fotografava la moda con innovazioni senza fine, rivoluzionando il sistema e con un’influenza evidente anche oggi.
Dal 1955 al 1965 Klein lavorò per Vogue, potendo così finanziare altri suoi progetti – libri e film. Dal 1965 ai primi anni 80, ha abbandonato la fotografia per concentrarsi sulla regia cinematografica – così destabilizzante come la sua fotografia. L’opera cinematografica include Broadway By Light (probabilmente il primo Pop Film), i classici offbeat Who are you Polly Maggoo? e Mr. Freedom, i corrosivi film-documentari Muhammad Ali the Greatest e The Little Richard Story fino al suo capolavoro del 1999 The Messiah: un oratorio per celebrare la fine del millennio.
Nel 2000, il lancio americano dell’altro importante film di Klein, Le Messie, coincise con una retrospettiva della sua opera cinematografica al prestigioso Harvard University Cinematèque.