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Figlio di Mario Verdone, critico cinematografico e docente universitario di Storia e critica del cinema che, per la sua professione, gli dette la possibilità di conoscere e frequentare affermati registi, da P.P. Pasolini a M. Antonioni, da Rossellini a De Sica), dopo il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia con un saggio di regia tratto da Anjta di Cechov (in cui recitavano C. De Sica e L. Capolicchi), gira nel 1969 il cortometraggio Poesia solare, sulle orme della cultura sessantottina e delle musiche di quel periodo (Pink Floyd e Greatful Dead) e nel 1970-71 Allegoria di primavera e Elegia notturna. Debutta in teatro nel 1971 con Gesta per l’Opera dei Burattini di M. Signorelli. Nello stesso anno è attore in Pittura sul legno di I. Bergman diretta dal fratello Luca. Sul finire degli anni Settanta esordisce in televisione con un repertorio di personaggi (memorabili gallerie di ritratti femminili e caricature di quelli maschili), macchiette e monologhi. La notorietà così raggiunta gli ha permesso un fortunatissimo debutto cinematografico con Un sacco bello (1980, David speciale per l’interpretazione), da lui scritto, diretto e interpretato, ma prodotto parzialmente da S. Leon
tratto dagli sketch ripresi dallo spettacolo “Tali e quali” andato in scena a Roma al Teatro Alberichino. Continuatore di alcune caratteristiche della commedia all'italiana, V. alterna facili bozzetti caricaturali ad atmosfere e situazioni psicologicamente più articolate, servendosi delle tecniche e dei moduli di una comicità funzionale. Tra i film che lui stesso sempre interpreta: Bianco, rosso e Verdone (1981), In viaggio con papà, con Alberto Sordi e Borotalco (1982, due David di Donatello per il miglior film e il miglior attore protagonista), Acqua e sapone (1984), Troppo forte (1986), Io e mia sorella (1987), Compagni di scuola (1987), Il bambino e il poliziotto (1989), Stasera a casa di Alice (1990), Maledetto il giorno che ti ho incontrato (1992, che gli fa vincere il David di Donatello come miglior attore protagonista e per la miglior sceneggiatura), Al lupo, al lupo (1993), Perdiamoci di vista (1994, David di Donatello per la miglior regia), Viaggi di nozze (1995), Sono pazzo di Iris Blond (1996), Gallo cedrone (1998. Nel 1993 ha esordito nella regia lirica in Il barbiere di Siviglia per il Teatro dell'Opera di Roma e nel 1999 ha pubblicato Fatti coatti, il libro dei suoi ricordi e delle sue emozioni. La comicità di V. ha una ricchezza complessa che proviene direttamente dall’eredità dialettale dei grandi comici italiani, da Totò a Sordi. La commedia ironica e divertente si trasforma con l’andar del tempo in situazione drammatica, velata di profonda malinconia, con una comicità tipicamente romana che gli permette di affrontare personaggi vulnerabili e dai difficili e strani rapporti affettivi. In lui “vive come una radice italiana un atteggiamento fatalista, e dietro alle sue molteplici invenzioni lavora un preciso senso dell’umanità del quotidiano con la sua dimensione di vuoto e di rifiuto della regola, di assenza e di resistenza passiva di fronte alla pressione del reale”. Tra gli ultimi film realizzati Zora la Vampira e C’era un cinese in coma (2000), Ma che colpa abbiamo noi (2002, prodotto dalla Warner Bros), affreschi della società, del mondo dello spettacolo, dei rapporti privati e delle incertezze individuali. Nell’ottobre del 2002 L’Egyptaire Theatre di Los Angeles ha organizzato un Tribute to Carlo Verdone (nel 1996 già Parigi aveva realizzato una grande rassegna dell’attore-regista).
i ricordi e delle sue emozioni. La comicità di V. ha una ricchezza complessa che proviene direttamente dall’eredità dialettale dei grandi comici italiani, da Totò a Sordi. La commedia ironica e divertente si trasforma con l’andar del tempo in situazione drammatica, velata di profonda malinconia, con una comicità tipicamente romana che gli permette di affrontare personaggi vulnerabili e dai difficili e strani rapporti affettivi. In lui “vive come una radice italiana un atteggiamento fatalista, e dietro alle sue molteplici invenzioni lavora un preciso senso dell’umanità del quotidiano con la sua dimensione di vuoto e di rifiuto della regola, di assenza e di resistenza passiva di fronte alla pressione del reale”. Tra gli ultimi film realizzati Zora la Vampira e C’era un cinese in coma (2000), Ma che colpa abbiamo noi (2002, prodotto dalla Warner Bros), affreschi della società, del mondo dello spettacolo, dei rapporti privati e delle incertezze individuali. Nell’ottobre del 2002 L’Egyptaire Theatre di Los Angeles ha organizzato un Tribute to Carlo Verdone (nel 1996 già Parigi aveva realizzato una grande rassegna dell’attore-regista).
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