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Kim Novak
| Biografia |
Figlia di un ferroviere di origine cecoslovacca e di una professoressa di storia, a ventun’anni giunge a Hollywood, dopo aver girato l’America per sei settimane facendo la pubblicità, come “Miss Deepfreezer”, a una marca di frigoriferi. Nonostante la scarsissima esperienza drammatica (appare nel film La linea francese di Lloyd Bacon neI 1953), viene scritturata alla Columbia da Harry Cohn, che aveva plasmato dal nulla miti come Judy Holliday e Rita Hayworth. Cohn la rimodella, la fa bionda, la ribattezza Kim e la manda a scuola di recitazione da Benno Schneider, presso il quale avevano studiato attori come Glenn Ford e William Holden. Già nel 1954 Kim si fa notare in Criminale di turno, di R. Quine, mentre l’anno seguente ha grande successo nell’ Uomo dal braccio d’oro, di O. Preminger, accanto a Frank Sinatra. Il pubblico, più che dalle doti recitative, è affascinato da quel misto di sensualità e insicurezza, di spregiudicatezza e ingenuità che trapela dalle sue forme piene e dai gelidi occhi verdi. Come dichiarò Richard Quine, regista di molti suoi film: “Kim unisce due proverbiali qualità: dà l’idea di essere contemporaneamente una dama in un salotto di classe e una prostituta in camera da letto”. Sotto il segno dell’ambiguità è anche l’interpretazione dei ruoli successivi in Picnic di J. Logan (1956), accanto a W. Nolden e in Pal Joey di G. Sidney (1957), di nuovo a fianco di Sinatra, mentre la sua popolarità cresce a dismisura. Nel 1957 Hitchcock la scrittura per il doppio ruolo di La donna che visse due volte (1958), in sostituzione di Vera Miles, che era incinta. Il rapporto fra il regista e l’attrice è ricordato dalla Novak (ma anche da Hitch) in termini decisamente negativi: “Lavorare con Alfred Hitchcock è stata per me un’esperienza angosciosa. Certo, Hitchcock aveva un grande talento, era un genio, ma non sapeva o non voleva comunicare affatto con gli attori”. Tanto che pare che sul set l’accomodante James Stewart abbia dovuto più volte far uso delle sue qualità diplomatiche per attenuare dissidi e tensioni. Lo stesso anno è di nuovo accanto a J. Stewart in Una strega in paradiso, di R. Quine, che nel 1960 la dirigerà anche in Noi due sconosciuti, con Kirk Douglas e Walter Matthau. La morte di Cohn, il distacco dalla Columbia e una forte crisi personale determinano una repentina parabola discendente nella carriera della Novak, che prenderà parte a film sempre meno importanti, fino a scomparire quasi completamente da Hollywood.
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