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Amy Adams
| Biografia |
Nata per caso in Italia, il 20 agosto del 1975, Amy Adams cresce a Castle Rock, Colorado, in una famiglia numerosa (sette figli) e, afferma lei, bizzarra.
Il padre, militare, mormone e attore dilettante, la incoraggia nella carriera artistica. Terminata la scuola, prosegue gli studi di danza e inizia a esibirsi in diversi dinner theater del Colorado. Per arrotondare i magri guadagni, lavora come cameriera all’Hooters Restaurant, catena di ristoranti famosa in tutto il mondo per le succinte divise delle Hooters Girls. Notata da un impresario di Minneapolis, si traferisce insieme alla famiglia nel Minnesota dove ottiene la sua prima parte in Bella da morire (1999), commedia satirica sui concorsi di bellezza. Un piccolo ruolo in un cast all women (Kirsten Dunst, Kirstie Alley, Brittany Murphy, Ellen Barkin) che le vale un biglietto per Hollywood e una particina nella commedia indipendente Psycho Beach Party.
La risata, la bellezza acqua e sapone, la spontaneità tipica della ragazza di provincia, fanno di lei il volto giusto per la televisione. In meno di due anni la venticinquenne Amy Adams partecipa a molte serie tv tra cui ‘That 70s Show’, ‘Buffy l’ammazzavampiri’, ‘Providence’, ‘Smallville’, ‘The west wing’. Due film molto popolari accanto ad attrici belle e famose, Pumpkin con Christina Ricci e Tutta colpa di Sara con Elizabeth Hurley, le danno la visibilità giusta per essere notata da Steven Spielbergh che la sceglie per il ruolo della goffa infermiera con l’apparecchio ai denti che s’innamora di Leonardo Di Caprio in Prova a prendermi (2002). Per Amy Adams è la grande occasione eppure, nonostante la brillante performance, la sua carriera d’attrice subisce una lunga interruzione.
Nel 2004 qualche comparsata in tv e nel 2005 il ritorno al cinema come sorellastra di Debra Messing in The wedding date, una commedia mainstream di scarso successo.
Sempre nel 2005, recita con un enorme pancione e per la prima volta con i capelli del suo colore naturale, rosso 'orange'. Il film, indipendente, s’intitola Junebug e Amy è Ashley, una giovane donna incinta un po’ naif. Abilissima a coniugare il registro comico con quello drammatico, Amy Adams offre un’interpretazione talmente credibile e genuina da meritare il premio speciale della giuria del Sundance Film Festival e ben altri nove prestigiosi riconoscimenti. E’ così che trentenne, con il mito di Audrey Hepburn e senza mai un ruolo da protagonista, Amy Adams ottiene la candidatura all’Oscar.
Roberta Saiardi (13/2/2006)
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