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Aishwarya Rai
| Biografia |
È il suo destino: unire gli opposti. Non per niente è riuscita nell’ardita impresa di fare da testimonial sia alla Coca che alla Pepsi. Dieci anni fa Aishwarya Rai veniva eletta Miss Mondo. Adesso, a 31 anni, la regina di Bollywood, idolatrata da un pubblico sterminato dentro e fuori l’India per cui il cinema è ancora il più amato dei divertimenti, fa da anello di congiunzione tra Oriente e Occidente. Arriva domani in Italia Matrimoni e pregiudizi, firmato dalla keniota-indiana-londinese Gurinder Chadha, che dopo il successo di Sognando Beckham tenta il colpo grosso. Bride and Prejudice è Jane Austen remixata alla hoilywoodiana. Aishwarya è Lauta Bakshi, ragazza da marito con tre sorelle nelle sue condizioni nell’India di oggi. E stato il suo debutto in una produzione internazionale e lei ha anche accettato di mettere su qualche chuletto per risultare più credibile. Un personaggio che lei ha amato molto: «Forte, intelligente, molto orgogliosa di ciò che è e delle sue radici».
Un po’ come lei, nata a Mangalore nei Sud dell’India, prima attrice indiana a essere chiamata in giuria al Festival di Cannes, messa in copertina da Time come uno dei personaggi più influenti dei mondo. Talmente sicura di sé da non considerare neanche, l’eventualità, come molti suoi colleghi, di andarsi a cercare le parti. «So quanto valgo e so che se una parte è giusta per me mi arriverà senza dover chiedere nulla». In effetti l’agenda di Aishwarya (che in patria gira indifferentemente in hindi, tamii, urdu, sebbene la sua lingua madre sia il tulu) sembra molto fitta. Quattro film in uscita nel 2005, di cui il remake di Chaos di Colme Serreau al fianco di Meryl Streep e Singularity diretto da Roland Joffe.
Da Il Corriere della Sera Magazine, 9 dicembre 2004 |
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